Benvenuti.

Ragioniamo su città, insediamenti, paesaggi da tutelare o costruire, luoghi pregnanti per storia e memoria, valori da recuperare, politiche pubbliche, diritti di cittadinanza spazializzati, regimi immobiliari. Possono dominarsi gli incerti percorsi che ci immettono nell’incalzante futuro attraverso strumenti ragionevolmente progettati di regolamentazione ed intervento. Nuova città nella città e città nuove nello spazio aperto, e le correlate spazialità architettoniche e naturali, si propongono come categorie del confronto.
Ci si rivolge agli addetti portatori di saperi specialistici, in formazione o già impegnati nella concreta prassi operativa; e ci si rivolge altresì ai tanti cultori interessati alle categorie annunciate, ai decisori impegnati nel configurare politiche, piani o progetti, ai fruitori del patrimonio.
Presentiamo la letteratura scientifica da noi elaborata nel corso degli anni recenti, articolata in volumi e saggi proposti su riviste.
Nella letteratura si enunciano tesi, qualificanti i paradigmi scientifici, e si elaborano metodi, forme di struttura e strutture di forma di spazialità urbane, regole incidenti sulla configurazione dello spazio urbano, scritte o disegnate. Sempre le tesi possono confutarsi enuncino antitesi, sollecitando quindi confronto, che ci si augura possa risultare vivace, aiutandoci ad innalzare la consapevolezza delle responsabilità implicite nel delineare il futuro dell’habitat per l’uomo.

VI SEMINARIO LUA 2016
RIGENERAZIONE URBANA E PROGETTO SOCIALE

Venerdì 8 Luglio Buonvicino, Cosenza
Sabato 9 Luglio Verbicaro, Cosenza
Domenica 10 Luglio Santa Domenica Talao

IL PIANO COME PROCESSO PER GOVERNARE,
ACCOMPAGNARE, SOLLECITARE I PROCESSI DI
TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ
di Francesco Forte

 

è possibile consultare e scaricare la Relazione

nella sezione del blog Proposte di Riflessione

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IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE
NEL PIANO STRATEGICO METROPOLITANO

di  Francesco Forte

già ordinario di Urbanistica nell’Università degli Studi di Napoli Federico II;
già direttore del Dipartimento di Conservazione dei Beni Architettonici ed Ambientali
nonchè fondatore e direttore del
Centro Interdipartimentale di Ricerca in Urbanistica Alberto Calza Bini,

la relazione è consultabile e scaricabile nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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IL LINGUAGGIO DEL CONFLITTO MILITARE E GLI ISTITUTI SUGGERITI

ONDE PROGRAMMARE LE SCELTE INCIDENTI SUGLI ESITI DEI CONFLITTI

SUL FUTURO DELLA  CITTA’ METROPOLITANA DI NAPOLI

di Francesco Forte, Maggio 2016

E’ possibile consultare e scaricare il saggio

nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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il contributo del Prof Francesco Forte è consultabile e scaricabile

nella sezione Proposte di Riflessione del presente blog

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UN FUTURO PER LE CITTA’ STORICHE

tra inquietudine, precarietà e impegno

Santa Maria Capua Vetere

Francesco Forte, (2016) Aracne Editrice, Roma

L’inquietudine e la precarietà riportate nel titolo del volume indicano, con efficacia, le turbolenze che connotano le impegnative decisioni e scelte che l’urbanistica, quale istituto amministrativo, si trova costretta ad affrontare. Scelte che sono necessariamente correlate all’impegno nel delineare un futuro in grado di permeare l’operare tecnico. Nel volume si narrano le linee guida di percorsi ricognitivi e progettuali concernenti la città storica, correlando l’innovazione possibile nella forma del piano all’ideazione, nella territorialità storicizzata concretamente perseguita con regole urbanistiche. Le turbolenze, che il caso in esame comunica, indicano il modificarsi nel tempo del giudizio inerente al bene comune. Restituendo il dono che ci dà la dialettica legittimata nella democrazia repubblicana, le stesse turbolenze connotano l’esperienza e sollecitano altresì pratiche per promuovere certezze e stabilità dei percorsi volti a costruire il futuro.

E’ possibile consultare e scaricare un saggio sull’argomento nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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LA STRATEGIA DELL’UNIONE EUROPEA:

LA POLITICA DI COESIONE 2014-2020

IL PROGRAMMA OPERATIVO DELLA REGIONE CAMPANIA

di Francesco Forte, Napoli – Febbraio 2016

E’ possibile consultare e scaricare il saggio nella sezione del Blog “Proposte di Riflessione”

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LA STRATEGIA DELL’UNIONE EUROPEA:
LA POLITICA DI COESIONE 2014-2020
di Francesco Forte,

contributo per  la commissione sull’Agenda Urbana insediata dalla Sezione Campana

dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, presieduta da Marichela Sepe

Napoli, Novembre 2015

il saggio è consultabile e scaricabile nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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Una nuova stagione per Bagnoli-Coroglio?

Francesco Forte e Francesco Ruocco

Ottobre 2015

Che vi sia diffusa attenzione internazionale alle decisioni che sulla riqualificazione ambientale ed urbanistica dei siti di Coroglio – Bagnoli sono state (Decreto Legge n°133 del 12.09.2014, definito “Sblocca Italia”, convertito nella legge n. 164 dell’11 Novembre 2014 da parte della Camera dei Deputati, con correzioni, modifiche ed integrazioni (Gazzetta Ufficiale n. 262 dell’11 Novembre 2014) e verranno assunte viene testimoniato dalle 260 consultazioni avvenute del saggio redatto con Francesco Ruocco dal titolo “CoroglioBagnoli ed il decreto Sblocca Italia dopo la conversione in legge”, pubblicato nel Novembre 2014 su Academia.edu.

(…)

L’innovazione apportata dal parlamento nell’anno trascorso (con il maxiemendamento al DL Enti Locali n°78/2015 approvato in sede di conversione con Legge n°125/2015) ha condotto a specificare per il comprensorio Coroglio-Bagnoli la “Cabina di Regia” di cui fanno parte la Regione Campania ed il Comune di Napoli, ed ha confermato la scelta del “Commissario” e del “Soggetto Attuatore”. La Cabina di Regia opererà con il coordinamento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, a svolgere il ruolo di Commissario è stato designato Salvatore Nastasi, scelto tra i dirigenti del MiBAC; il ruolo di soggetto attuatore lo si è attribuito ad “Invitalia”, società pubblica con amministratore delegato Domenico Arcuri. Il Sindaco di Napoli si opporrà all’operatività delle tre strutture dando luogo ad atti amministrativi, pur non rinunciando al dialogo da svolgere nelle sedi convenute, ma l’opposizione non preoccupa il sottosegretario….

Il saggio è consultabile e scaricabile nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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24 Settembre 2015, ore 17:00 – Mondadori Multicenter, Via Marghera 28 – MILANO

Relazione di Prof. Arch. Francesco Forte

già Professore ordinario di Urbanistica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”

il contributo è consultabile nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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INDIRIZZI, STRUMENTI E REGOLE PER IL GOVERNO DELLA NAPOLI METROPOLITANA

Luglio 2015

di Francesco Forte
già ordinario di Urbanistica nell’Università degli Studi di Napoli Federico II;
già direttore del Dipartimento di Conservazione dei Beni Architettonici ed Ambientali
nonchè fondatore e direttore del
Centro Interdipartimentale di Ricerca in Urbanistica Alberto Calza Bini
il saggio è consultabile e scaricabile dal blog, sezione “Proposte di Riflessione”

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NAPOLI METROPOLITANA, CONSUMO DI SUOLO E POLITICA URBANA

di Francesco Forte
già ordinario di Urbanistica nell’Università degli Studi di Napoli Federico II;
già direttore del Dipartimento di Conservazione dei Beni Architettonici ed Ambientali
nonchè fondatore e direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Urbanistica Alberto Calza Bini

Il dibattito intellettuale e politico in atto a Napoli sollecitato dall’istituzione della città metropolitana ha evidenziato contrastanti tesi, spesso ipotesi divergenti, nella comune ricerca di risposte adeguate ai problemi incalzanti nella società civile organizzata sul territorio metropolitano. Il postulato di tale riflessione è comunque da ravvisare nell’efficacia ed efficienza del vasto arco di impegni progettuali attivati da soggetti di governo, e conseguentemente dalla eccezionale dimensione degli investimenti. Da tale comune constatazione, ne sono conseguite valutazioni divergenti.

La concretezza operativa sui progetti di investimento richiamata da molti ha quale riferimento la constatazione della comunque modesta capacità di intervento e di spesa dei soggetti istituzionali attuativi dei progetti. Nel sottofondo di tale tesi si legge una interpretazione scettica dell’impegno dello Stato, della Regione e dell’Unione Europea ad investimenti nell’area napoletana, conseguente alla incapacità strutturale dei soggetti attuativi a coglierne le potenzialità. L’impegno esprimerebbe una falsa consapevolezza, proprio in quanto originantesi dalla consapevole mancanza di coerenza delle capacità locali ad attuare gli impegni. Appaiono quindi da sostenere quelle attenzioni prestate ai provvedimenti volti a perseguire maggiore efficienza nelle procedure attuative, e quindi il coordinamento, o il ricorso a procedure straordinarie come prospettato dal governo con l’art. 17 della legge 133/2014, la Sbocca Italia (1).

Sul versante opposto , si è evidenziato come le trasformazioni che si innestano attraverso l’attuazione anche parziale nel tempo o nel settore territoriale di progetti di investimento, anche se non colgono le potenzialità, appaiono comunque significative. Merita quindi attenzione la contraddizione concernente la carente razionalità complessiva delle trasformazioni in atto conseguenti ad investimenti di tale dimensione. Questo punto di vista muove da una considerazione difficilmente confutabile, allorquando evidenzia come i progetti su cui si canalizzano gli investimenti si siano imposti nell’ultimo quindicennio onde rispondere ad emergenze cicliche percepite in anni lontani, quali la rete metropolitana, e le correlate stazioni.

Gli investimenti contemplati non possono quindi strutturalmente esprimere razionalità complessive, cogliere nuovi bisogni, formulare orientamenti coerenti e compatibili per strategie di sviluppo. Il riferimento di questo percorso intellettuale è quindi nell’individuazione di comportamenti e scelte aventi quale prospettiva un nuovo piano strategico e territoriale della città metropolitana. E questo progetto non potrà non essere ambizioso, nel raccordo necessario tra riformulazione istituzionale delle competenze e qualificazione dei ruoli produttivi e dell’organizzazione territoriale delle parti e del sistema.

Tra la tesi volta alla concretezza operativa dedotta dall’attuazione di progetti deliberati, e quella fondata sulla lungimiranza programmatica di un nuovo piano metropolitano, si colloca la correlazione evidenziata tra la dequalificazione dell’armatura urbana e la disgregazione produttiva. L’attenzione che ne consegue si concentra sul riassetto del territorio, quale condizione necessaria per fronteggiare il degrado delle attività economiche, ed innescare opportunità di crescita dell’occupazione. Il progetto che sottende questa tesi potrebbe interpretarsi sia come espansione della logica dei singoli progetti, sia di quella del nuovo piano metropolitano. La accennata divaricazione tra le tesi ha risvolti metodologici concernenti le procedure di piano, con riferimento all’opportunità di prescegliere procedure orientate ai singoli progetti, o a settori prioritari, o a progetti integrati intersettoriali.

Questi diversi orientamenti hanno in comune la rigorosa definizione dei concetti di programma, piano o progetto, ed in tal senso colgono la contraddizione concernente lo scarso rigore che le istituzioni territoriali hanno adottato nella prassi, nel dar sostanza a progetti, programmi o piani. La divaricazione tra le tesi ha altresì risvolti strutturali, riconoscibili nelle priorità attribuite a progetti di investimento, che dovrebbero continuare ad operare in settori gia’ consolidati nell’attenzione alle opere pubbliche, quali i trasporti, o le localizzazioni industriali; incrementare l’attenzione ai settori dei servizi e dell’ambiente, poco e male coltivati nel passato; innescare una nuova attenzione sul mercato del lavoro, attivando interventi non sperimentati organicamente nel passato.

Le tesi concernenti la concretezza operativa, o viceversa la razionalita’ programmatica, coerenti nelle enunciazioni generali, appaiono invece timide nella formulazione di scenari di riferimento, ed in particolare degli scenari urbanistici. Il nuovo progetto di città metropolitana appare coltivato per frammenti, privo di introspezioni che possono risultare invece determinanti per la sua credibilità; mentre l’introspezione sul domani sembra non suscitare interesse allorquando l’attenzione si cala su singoli progetti, in netta contraddizione con gli assunti metodologici della programmazione per progetti. Nel complesso emerge scarsa consapevolezza sul ruolo che l’organizzazione territoriale assolve nei processi di sviluppo, e quindi nel qualificare la struttura metropolitana, che al contrario si giustifica proprio in funzione dei nuovi rapporti spazio temporali in cui le unità produttive, le imprese e le famiglie vengono a collocarsi.

Ci si è soffermati su questa divaricazione tra tesi per il ruolo rilevante che le stesse hanno esercitato nel riproporre all’attenzione l’interdipendenza tra città e metropoli, tra politiche per il centro storico e politiche territoriali, nella comune ricerca di nuovi alvei in grado di consentire il distacco dal fiume dell’emergenza , che per tanti anni ha guidato le logiche di governo. Riconoscendo questo ruolo alle tesi emerse nel dibattito , si vuole altresì circoscriverne il campo di validità; poichè sembrano maturarsi nella città e nel contorno metropolitano le condizioni per la formulazione di sintesi più spinte, che nel recepire la continuità necessaria dei processi di trasformazione si aprano altresì al bisogno di innovazione e modernizzazione.

Si possono constatare queste nuove condizioni nelle elaborazioni recentemente proposte alla riflessione attraverso l’operato di significativi soggetti. Il riferimento va in primo luogo ai contenuti progettuali, finanziari e decisionali conseguenti al ciclo di programmazione 2014-2020 dei fondi conseguenti alla politica regionale europea. Riferimento significativo è altresì la concretezza della riforma istituzionale concernente il governo di aspetti rilevanti delle funzioni amministrative. L’istituto dell’unione dei comuni connesso all’obiettivo della riorganizzazione insediativa e produttiva consegue dall’emergere di metodologie che intenzionalmente rifuggono da approcci totalizzanti, e che in questo autolimitarsi esprimono la maturazione del concetto metropolitano nella società politica.

La rilevanza che sono andati acquisendo gli interventi nel configurare la metropolitana d’Italia nei comuni a nord di Napoli esprime altresì la maturazione del ruolo delle periferie storiche, e genera quindi le condizioni per una più adeguata comprensione ed un più articolato programma di rioganizzazione insediativa. L’attenzione al centro storico di Napoli sito Unesco tende a superare l’enunciazione aggregata dei problemi, e definendo le differenze nelle caratteristiche della struttura, si apre ad una più matura elaborazione delle possibili strategie del recupero urbano. La riorganizzazione insediativa della città orientale è in corso; traendo riferimento dall’obsolescenza di settori economici e da arretratezza infrastrutturale, con l’obiettivo di perseguire compatibilità locazionale di nuovi caposaldi di una possibile politica urbanistica comunale. La comunanza di responsabilità nel governo della città metropolitana e del comune di Napoli del sindaco solleciterà l’attenzione alla pluralità delle questioni della gestione urbanistica.

L’innovazione che dovrà ispirare nuove modalità di definizione delle politiche pubbliche metropolitane consegue dalle ragionevoli limitazioni rese percepibili dalla conoscenza della condizione ambientale, dell’ecosistema e e dei servizi plurimi che offre, come si riporta nel primo paragrafo, riportando la sintesi del Rapporto 2015 sul consumo di suolo redatto dall’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale – Ispra, con rilevanza attribuita nella lettura e narrazione del Rapporto al territorio della Città Metropolitana di Napoli.

La maturazione che si è voluta evidenziare ha quale comune connotato la consapevolezza dei processi di metropolizzazione nell’area napoletana, posti in risalto fin dagli anni settanta come si riporta nel terzo paragrafo.

la relazione è consultabile e scaricabile nella sezione PROPOSTE DI RIFLESSIONE del blog

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“PAESAGGI E NAPOLI METROPOLITANA”

di Francesco Forte

Dal gennaio 2015 opera la Città Metropolitana di Napoli. Tra le funzioni fondamentali attribuitele vi sono due nuove figure di piano, il piano strategico ed il piano territoriale generale, con potestà accentuate in rapporto ai previgenti piani territoriali di coordinamento. Nel saggio si delineano i percorsi volti a promuovere l’organicità sostanziale del sistema e del processo di pianificazione correlando contenuti, quali il paesaggio e l’antropologia conseguente al bisogno territoriale. Dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio del 2004 si deduce la responsabilità delle regioni nella pianificazione paesaggistica (art. 135). Il piano paesaggistico definisce, con particolare riferimento ai beni di cui all’articolo 134 comma 2, le trasformazioni compatibili con i valori paesaggistici, le azioni di recupero e riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela, nonché gli interventi di valorizzazione del paesaggio, anche in relazione alle prospettive di sviluppo sostenibile” (art. 135). Il piano paesaggistico dovrà specificare “gli ambiti omogenei a differenziata qualità paesaggistica (art.143,comma 1); le modalità per il mantenimento di valori (comma 1); la previsione di linee di sviluppo urbanistico (comma 2,parag.b); le modalità volte a reintegrare i valori preesistenti, ovvero volte a realizzare nuovi valori paesaggistici (comma 2, prg c). Nel perimetro della Città Metropolitana i territori e le acque sottoposti a vincolo di tutela paesaggistica sono di estesa consistenza, e sugli stessi operano i piani paesistici redatti in applicazione della legge 431 del 1985, tutti da adeguare alle disposizioni del Codice. Nel quadro dell’obbligo di pianificazione paesaggistica andranno definiti i nuovi strumenti immessi con la legge n. 56 per il governo del territorio metropolitano di cui al paragrafo sei. Sarebbe auspicabile prestare attenzione alla verifica della possibile coincidenza dei perimetri degli ambiti omogenei a differenziata qualità paesaggistica, e dei perimetri dei distretti socio sanitari. Tra le condizioni plurime per le implicazioni sulla vita vi è il rapporto tra centro e periferia, sapendo che nella città metropolitana è prevalente la condizione di periferia, sia insediativa, che dell’uomo, che potrebbero risultare convergente priorità di politiche metropolitane volte al rammendo urbano ed al restauro del paesaggio.

E’ possibile consultare e scaricare il saggio dalla sezione Proposte di Riflessione del blog

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Le Unioni di Comuni per il futuro della Grande Napoli

di Francesco Forte

E’ possibile consultare il contributo nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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E’ possibile consultare il commento del Prof Francesco Forte

nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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CHI SONO
Francesco Forte (Napoli, 1939), architetto, ha concluso nel novembre del 2009 l’impegno accademico strutturato, contribuendo a ulteriori impegni formativi attraverso contratti. Professore ordinario di Urbanistica nell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” del 1991, ha diretto dal 1994 al 1998 il seminario di Urbanistica “Alberto Calza Bini”. Ha promosso l’istituzione del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Urbanistica “Alberto Calza Bini” (CIRU), di cui ha assunto la direzione fino al 2004. Dal 2004 al 2009 ha diretto il Dipartimento di Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali. Ha partecipato alla fondazione del corso di laurea specialistica in “Architettura-città: valutazioni e progetto”, attivo dal 2007-2008 presso la Facoltà di Architettura di Napoli, assumendo la responsabilità didattica delle due annualità del laboratorio di Progettazione urbanistica, nonché dei corsi di Legislazione dei Beni Culturali e Diritto Urbanistico. Ha insegnato in università europee e degli Stati Uniti. Membro del collegio del dottorato in “Metodi per la valutazione integrata dei beni architettonici e ambientali”, ha contribuito allo svolgersi di molteplici tesi di dottorato, corsi di perfezionamento e master. Ha partecipato agli organi direttivi dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, di cui è socio effettivo, e partecipa tuttora al consiglio scientifico della Fondazione Astengo. E’ socio dell’Icomos Italia.
PROPOSTE DI RIFLESSIONE
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