S O M M A R I O
Presentazione di Luigi Fusco Girard…V
Prefazione di Pasquale Persico…VI

Introduzione…1
PARTE PRIMA: La legge 7 Aprile 2014, n. 56…4
PARTE SECONDA: La riflessione: le funzioni amministrative…29
PARTE TERZA: La territorialità …57
PARTE QUARTA: Le unioni o fusioni di comuni per il futuro della grande Napoli …101
PARTE QUINTA: I bisogni …151
PARTE SESTA: La città metropolitana nel paesaggio …173

PRESENTAZIONE
Prof. Arch. Luigi Fusco Girard
Ordinario di Economia Urbana ed Estimo nell’Università degli Studi di Napoli Federico II

Direttore del Centro di Ricerca in Urbanistica Alberto Calza Bini

Successivamente alla emanazione della legge istitutiva delle Città Metropolitane mi attendevo questo volume firmato da Francesco Forte. Per la prossimità nella lunga vicenda universitaria ho in mente le sue pubblicazioni redatte fin dagli anni settanta sul mutamento insediativo metropolitano in atto nella nazione e nel napoletano, motivatamente richiamate nell’ introduzione, in un contesto intellettuale che tendeva a negare la validità di azioni mirate a consolidare questi mutamenti nella prospettiva di un riformismo razionalizzante. Si ritrovano nel volume tre motivi ideali ad impronta storica, tipici del suo approccio all’urbanistica disvelatosi nella laboriosa attività pluridecennale ed in molteplici volumi.
Il primo concerne le responsabilità istituzionali dell’urbanistica, e si manifesta attraverso l’attenzione alle materie e funzioni amministrative, riprendendo quella preziosa elaborazione che a metà degli anni settanta ha condotto alla prima concezione organica delle responsabilità dello Stato e delle Regioni. E questa attenzione al ruolo dell’istituzione e degli istituti devesi ritenere all’origine della rilevanza che si attribuisce alle disposizioni concernenti “l’unione e fusione di comuni”, che la legge definisce con accuratezza, ma che nel volume si vogliono evidenziare dedicando la parte terza a questo specifico tema. Ritengo che la scelta si sia maturata nell’autore onde comunicarci le possibili minacce che al nuovo ente territoriale possono conseguire dall’attuale frammentazione del governo locale nell’area napoletana.
Il secondo motivo si esplicita delineando nella parte terza una interpretazione strutturale del territorio metropolitano, dedotta dalle categorie conservazione, razionalizzazione, riequilibrio attraverso sviluppo. I quadranti occidentale ed orientale costieri propongono obiettivi di valorizzazione dedotti da politiche di rigenerazione; il quadrante dei comuni a nord propone obiettivi di razionalizzazione con effetti sulla città centrale; gli obiettivi di riequilibrio si intravedono nell’attenzione alle due polarità interne della città metropolitana, il nolano ad oriente ed il giuglianese ad occidente. Su questa interpretazione di struttura si diparte la parte quarta, ove si evidenziano le principali criticità che sussistono nei quadranti, sfide future della pianificazione territoriale ed urbanistica del governo metropolitano; e la parte quinta, nella quale l’autore rammenta il pesante bisogno abitativo che si riscontra nella città metropolitana, dichiarato peraltro nei documenti predisposti dalle istituzioni territoriali.
Il terzo motivo di riflessione si ritrova nell’attenzione al paesaggio ed al patrimonio, proposta nella parte sesta. Le motivazioni di questa attenzione si ritrovano in un altro recente volume di Francesco Forte. I principi dichiarati nella “Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società“, del 2005, dovrebbero accompagnare in parallelo le attenzioni che si riversano sulle opportunità finanziarie conseguenti alla politica regionale europea, perseguendosi quella convergenza tra motivi di ispirazione del “governo del territorio” sottesa alle categorie vitruviane. E ciò tanto più in una città metropolitana già iscritta nella lista del patrimonio di interesse universale e che richiama con continuità l’attenzione del Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Un volume quindi da meditare, per i suggerimenti che nell’immediato indirizzano alla necessità di una adeguata contestualizzazione dello Statuto della Città Metropolitana; e nel tempo medio suggeriscono l’accurata disamina della necessaria innovazione nell’ispirare l’azione del governo metropolitano, che ci si augura esprima consapevolezza del profondo mutamento antropologico conseguente alla mondializzazione.

PREFAZIONE
Prof. Dott. Pasquale Persico
Ordinario di Economia Politica nell’Università degli Studi di Salerno

C’è bisogno di una riflessione collettiva sui temi della pianificazione partecipata, condivisa e interpretata per  la città possible?
L’Europa si interroga su una possibile politica economica per le città fino ad ipotizzare la ricerca di trecento  città come infrastrutture complesse dove orientare le aspettative per gli Investimenti integrati territoriali  favorendo processi di rigenerazione urbana capaci di far cambiare scala alle città di riferimento. L’area vasta della  o delle regioni ambientali di riferimento ridefiniscono i confini della città e questa diventa infrastruttura fisica, istituzionale e politica della metamorfosi del territorio acquisendo una nuova soggettività nel gioco della formazione dell’Europa federata che è e deve essere l’infrastruttura istituzionale di orientamento e di elaborazione di nuovi processi di organizzazione dei territorio nella competizione globale .
La città non presuppone l’urbanizzazione ma diventa evoluzione cognitiva dell’area vasta fino a ipotizzare la  città contemporanea come densità delle reti immateriali necessarie alla resilienza sociale , economica ed  ambientale dell’area vasta, definita questa dalla visione multi-scalare dei processi necessari al cambiamento.
Il volume di Francesco Forte ha l’ambizione dichiarata di fornire tassonomie e lemmari per una lettura comune dei grandi tema relativi alla possibile nascita ed affermazione di una nuova città ancora non nata come città a governance definita. Ecco che il richiamo alla legge 7 aprile 2014 diventa presupposto e stimolo per una riflessione lunga sui  significati delle parole e dei concetti in campo, tassonomie nuove come Sindaco e consiglio metropolitano  dovranno coniugare tassonomie inesplorate per la nuova città plurale e composita .
Ecco forse le ragioni di un libro, introdurre visioni ed analisi di decodifica dei linguaggi possibili per l’efficacia delle future conferenze metropolitane. Allora, in questa prospettiva, settori e materie di competenza devono avere un nuovo respiro culturale e la storia dei contributi significativi non è più storia a sé ma memoria e memoria da trasmettere come lemmario di riferimento. Ma prima del lemmario il sillabo di riferimento storico è la territorialità di , la regione urbana e quella ambientale come nuova geografia, riscrittura del territorio, geografia scritta e da riscrivere con strategie alternative di programmazione della territorialità possibile.
L’idea di regione si fa programma e le deduzioni diventano spazio aperto, non accademico, di riflessioni per una nuova responsabilità di tutti i cittadini che vorranno concorrere a creare la città allargata come Stato possibile che non c’è mai stato.
La perequazione urbanistica presuppone un’unione o una fusione di comuni?
Il lemmario diventa ragionamento sulla intercomunalità dei beni e delle componenti territoriale, ed il salto di  scala presuppone una mutazione delle identità percepite a vantaggio di quelle da inventare. La finanza pubblica è finanza di città? E la mondializzazione centra?

Domande importanti per introdurre i temi dell’ambito ottimale a scala variabile per una smart organizzazione (nel linguaggio europeo del momento) devono trovare riflessioni antifragili sugli impegni e le speranze possibili , fino a trovare nuove speranze per improbabili nuove velocità d’azioni innovative e mutogene.

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CHI SONO
Francesco Forte (Napoli, 1939), architetto, ha concluso nel novembre del 2009 l’impegno accademico strutturato, contribuendo a ulteriori impegni formativi attraverso contratti. Professore ordinario di Urbanistica nell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” del 1991, ha diretto dal 1994 al 1998 il seminario di Urbanistica “Alberto Calza Bini”. Ha promosso l’istituzione del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Urbanistica “Alberto Calza Bini” (CIRU), di cui ha assunto la direzione fino al 2004. Dal 2004 al 2009 ha diretto il Dipartimento di Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali. Ha partecipato alla fondazione del corso di laurea specialistica in “Architettura-città: valutazioni e progetto”, attivo dal 2007-2008 presso la Facoltà di Architettura di Napoli, assumendo la responsabilità didattica delle due annualità del laboratorio di Progettazione urbanistica, nonché dei corsi di Legislazione dei Beni Culturali e Diritto Urbanistico. Ha insegnato in università europee e degli Stati Uniti. Membro del collegio del dottorato in “Metodi per la valutazione integrata dei beni architettonici e ambientali”, ha contribuito allo svolgersi di molteplici tesi di dottorato, corsi di perfezionamento e master. Ha partecipato agli organi direttivi dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, di cui è socio effettivo, e partecipa tuttora al consiglio scientifico della Fondazione Astengo. E’ socio dell’Icomos Italia.
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