Articoli marcati con tag ‘Città metropolitana’

IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE
NEL PIANO TERRITORIALE METROPOLITANO
di Francesco Forte
testo predisposto per l’incontro in programma per il 17 Gennaio 2017, in Napoli, Santa Fede Liberata

Il contributo è consultabile e scaricabile nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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SULLA CITTA’ METROPOLITANA DI NAPOLI

di Francesco Forte, già ordinario di urbanistico nell’Università degli Studi di Napoli Federico II
contributo alla riflessione indetta da CITTA’ MADRE

da svolgersi nell’assemblea pubblica convocata in data 10
dicembre 2017- Santa Fede Liberata

Napoli, dicembre 2017

Il contributo del Prof. Forte è consultabile e scaricabile nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE
NEL PIANO STRATEGICO METROPOLITANO

di  Francesco Forte

già ordinario di Urbanistica nell’Università degli Studi di Napoli Federico II;
già direttore del Dipartimento di Conservazione dei Beni Architettonici ed Ambientali
nonchè fondatore e direttore del
Centro Interdipartimentale di Ricerca in Urbanistica Alberto Calza Bini,

la relazione è consultabile e scaricabile nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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IL LINGUAGGIO DEL CONFLITTO MILITARE E GLI ISTITUTI SUGGERITI

ONDE PROGRAMMARE LE SCELTE INCIDENTI SUGLI ESITI DEI CONFLITTI

SUL FUTURO DELLA  CITTA’ METROPOLITANA DI NAPOLI

di Francesco Forte, Maggio 2016

E’ possibile consultare e scaricare il saggio

nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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INDIRIZZI, STRUMENTI E REGOLE PER IL GOVERNO DELLA NAPOLI METROPOLITANA

Luglio 2015

di Francesco Forte
già ordinario di Urbanistica nell’Università degli Studi di Napoli Federico II;
già direttore del Dipartimento di Conservazione dei Beni Architettonici ed Ambientali
nonchè fondatore e direttore del
Centro Interdipartimentale di Ricerca in Urbanistica Alberto Calza Bini
il saggio è consultabile e scaricabile dal blog, sezione “Proposte di Riflessione”

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NAPOLI METROPOLITANA, CONSUMO DI SUOLO E POLITICA URBANA

di Francesco Forte
già ordinario di Urbanistica nell’Università degli Studi di Napoli Federico II;
già direttore del Dipartimento di Conservazione dei Beni Architettonici ed Ambientali
nonchè fondatore e direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Urbanistica Alberto Calza Bini

Il dibattito intellettuale e politico in atto a Napoli sollecitato dall’istituzione della città metropolitana ha evidenziato contrastanti tesi, spesso ipotesi divergenti, nella comune ricerca di risposte adeguate ai problemi incalzanti nella società civile organizzata sul territorio metropolitano. Il postulato di tale riflessione è comunque da ravvisare nell’efficacia ed efficienza del vasto arco di impegni progettuali attivati da soggetti di governo, e conseguentemente dalla eccezionale dimensione degli investimenti. Da tale comune constatazione, ne sono conseguite valutazioni divergenti.

La concretezza operativa sui progetti di investimento richiamata da molti ha quale riferimento la constatazione della comunque modesta capacità di intervento e di spesa dei soggetti istituzionali attuativi dei progetti. Nel sottofondo di tale tesi si legge una interpretazione scettica dell’impegno dello Stato, della Regione e dell’Unione Europea ad investimenti nell’area napoletana, conseguente alla incapacità strutturale dei soggetti attuativi a coglierne le potenzialità. L’impegno esprimerebbe una falsa consapevolezza, proprio in quanto originantesi dalla consapevole mancanza di coerenza delle capacità locali ad attuare gli impegni. Appaiono quindi da sostenere quelle attenzioni prestate ai provvedimenti volti a perseguire maggiore efficienza nelle procedure attuative, e quindi il coordinamento, o il ricorso a procedure straordinarie come prospettato dal governo con l’art. 17 della legge 133/2014, la Sbocca Italia (1).

Sul versante opposto , si è evidenziato come le trasformazioni che si innestano attraverso l’attuazione anche parziale nel tempo o nel settore territoriale di progetti di investimento, anche se non colgono le potenzialità, appaiono comunque significative. Merita quindi attenzione la contraddizione concernente la carente razionalità complessiva delle trasformazioni in atto conseguenti ad investimenti di tale dimensione. Questo punto di vista muove da una considerazione difficilmente confutabile, allorquando evidenzia come i progetti su cui si canalizzano gli investimenti si siano imposti nell’ultimo quindicennio onde rispondere ad emergenze cicliche percepite in anni lontani, quali la rete metropolitana, e le correlate stazioni.

Gli investimenti contemplati non possono quindi strutturalmente esprimere razionalità complessive, cogliere nuovi bisogni, formulare orientamenti coerenti e compatibili per strategie di sviluppo. Il riferimento di questo percorso intellettuale è quindi nell’individuazione di comportamenti e scelte aventi quale prospettiva un nuovo piano strategico e territoriale della città metropolitana. E questo progetto non potrà non essere ambizioso, nel raccordo necessario tra riformulazione istituzionale delle competenze e qualificazione dei ruoli produttivi e dell’organizzazione territoriale delle parti e del sistema.

Tra la tesi volta alla concretezza operativa dedotta dall’attuazione di progetti deliberati, e quella fondata sulla lungimiranza programmatica di un nuovo piano metropolitano, si colloca la correlazione evidenziata tra la dequalificazione dell’armatura urbana e la disgregazione produttiva. L’attenzione che ne consegue si concentra sul riassetto del territorio, quale condizione necessaria per fronteggiare il degrado delle attività economiche, ed innescare opportunità di crescita dell’occupazione. Il progetto che sottende questa tesi potrebbe interpretarsi sia come espansione della logica dei singoli progetti, sia di quella del nuovo piano metropolitano. La accennata divaricazione tra le tesi ha risvolti metodologici concernenti le procedure di piano, con riferimento all’opportunità di prescegliere procedure orientate ai singoli progetti, o a settori prioritari, o a progetti integrati intersettoriali.

Questi diversi orientamenti hanno in comune la rigorosa definizione dei concetti di programma, piano o progetto, ed in tal senso colgono la contraddizione concernente lo scarso rigore che le istituzioni territoriali hanno adottato nella prassi, nel dar sostanza a progetti, programmi o piani. La divaricazione tra le tesi ha altresì risvolti strutturali, riconoscibili nelle priorità attribuite a progetti di investimento, che dovrebbero continuare ad operare in settori gia’ consolidati nell’attenzione alle opere pubbliche, quali i trasporti, o le localizzazioni industriali; incrementare l’attenzione ai settori dei servizi e dell’ambiente, poco e male coltivati nel passato; innescare una nuova attenzione sul mercato del lavoro, attivando interventi non sperimentati organicamente nel passato.

Le tesi concernenti la concretezza operativa, o viceversa la razionalita’ programmatica, coerenti nelle enunciazioni generali, appaiono invece timide nella formulazione di scenari di riferimento, ed in particolare degli scenari urbanistici. Il nuovo progetto di città metropolitana appare coltivato per frammenti, privo di introspezioni che possono risultare invece determinanti per la sua credibilità; mentre l’introspezione sul domani sembra non suscitare interesse allorquando l’attenzione si cala su singoli progetti, in netta contraddizione con gli assunti metodologici della programmazione per progetti. Nel complesso emerge scarsa consapevolezza sul ruolo che l’organizzazione territoriale assolve nei processi di sviluppo, e quindi nel qualificare la struttura metropolitana, che al contrario si giustifica proprio in funzione dei nuovi rapporti spazio temporali in cui le unità produttive, le imprese e le famiglie vengono a collocarsi.

Ci si è soffermati su questa divaricazione tra tesi per il ruolo rilevante che le stesse hanno esercitato nel riproporre all’attenzione l’interdipendenza tra città e metropoli, tra politiche per il centro storico e politiche territoriali, nella comune ricerca di nuovi alvei in grado di consentire il distacco dal fiume dell’emergenza , che per tanti anni ha guidato le logiche di governo. Riconoscendo questo ruolo alle tesi emerse nel dibattito , si vuole altresì circoscriverne il campo di validità; poichè sembrano maturarsi nella città e nel contorno metropolitano le condizioni per la formulazione di sintesi più spinte, che nel recepire la continuità necessaria dei processi di trasformazione si aprano altresì al bisogno di innovazione e modernizzazione.

Si possono constatare queste nuove condizioni nelle elaborazioni recentemente proposte alla riflessione attraverso l’operato di significativi soggetti. Il riferimento va in primo luogo ai contenuti progettuali, finanziari e decisionali conseguenti al ciclo di programmazione 2014-2020 dei fondi conseguenti alla politica regionale europea. Riferimento significativo è altresì la concretezza della riforma istituzionale concernente il governo di aspetti rilevanti delle funzioni amministrative. L’istituto dell’unione dei comuni connesso all’obiettivo della riorganizzazione insediativa e produttiva consegue dall’emergere di metodologie che intenzionalmente rifuggono da approcci totalizzanti, e che in questo autolimitarsi esprimono la maturazione del concetto metropolitano nella società politica.

La rilevanza che sono andati acquisendo gli interventi nel configurare la metropolitana d’Italia nei comuni a nord di Napoli esprime altresì la maturazione del ruolo delle periferie storiche, e genera quindi le condizioni per una più adeguata comprensione ed un più articolato programma di rioganizzazione insediativa. L’attenzione al centro storico di Napoli sito Unesco tende a superare l’enunciazione aggregata dei problemi, e definendo le differenze nelle caratteristiche della struttura, si apre ad una più matura elaborazione delle possibili strategie del recupero urbano. La riorganizzazione insediativa della città orientale è in corso; traendo riferimento dall’obsolescenza di settori economici e da arretratezza infrastrutturale, con l’obiettivo di perseguire compatibilità locazionale di nuovi caposaldi di una possibile politica urbanistica comunale. La comunanza di responsabilità nel governo della città metropolitana e del comune di Napoli del sindaco solleciterà l’attenzione alla pluralità delle questioni della gestione urbanistica.

L’innovazione che dovrà ispirare nuove modalità di definizione delle politiche pubbliche metropolitane consegue dalle ragionevoli limitazioni rese percepibili dalla conoscenza della condizione ambientale, dell’ecosistema e e dei servizi plurimi che offre, come si riporta nel primo paragrafo, riportando la sintesi del Rapporto 2015 sul consumo di suolo redatto dall’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale – Ispra, con rilevanza attribuita nella lettura e narrazione del Rapporto al territorio della Città Metropolitana di Napoli.

La maturazione che si è voluta evidenziare ha quale comune connotato la consapevolezza dei processi di metropolizzazione nell’area napoletana, posti in risalto fin dagli anni settanta come si riporta nel terzo paragrafo.

la relazione è consultabile e scaricabile nella sezione PROPOSTE DI RIFLESSIONE del blog

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“PAESAGGI E NAPOLI METROPOLITANA”

di Francesco Forte

Dal gennaio 2015 opera la Città Metropolitana di Napoli. Tra le funzioni fondamentali attribuitele vi sono due nuove figure di piano, il piano strategico ed il piano territoriale generale, con potestà accentuate in rapporto ai previgenti piani territoriali di coordinamento. Nel saggio si delineano i percorsi volti a promuovere l’organicità sostanziale del sistema e del processo di pianificazione correlando contenuti, quali il paesaggio e l’antropologia conseguente al bisogno territoriale. Dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio del 2004 si deduce la responsabilità delle regioni nella pianificazione paesaggistica (art. 135). Il piano paesaggistico definisce, con particolare riferimento ai beni di cui all’articolo 134 comma 2, le trasformazioni compatibili con i valori paesaggistici, le azioni di recupero e riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela, nonché gli interventi di valorizzazione del paesaggio, anche in relazione alle prospettive di sviluppo sostenibile” (art. 135). Il piano paesaggistico dovrà specificare “gli ambiti omogenei a differenziata qualità paesaggistica (art.143,comma 1); le modalità per il mantenimento di valori (comma 1); la previsione di linee di sviluppo urbanistico (comma 2,parag.b); le modalità volte a reintegrare i valori preesistenti, ovvero volte a realizzare nuovi valori paesaggistici (comma 2, prg c). Nel perimetro della Città Metropolitana i territori e le acque sottoposti a vincolo di tutela paesaggistica sono di estesa consistenza, e sugli stessi operano i piani paesistici redatti in applicazione della legge 431 del 1985, tutti da adeguare alle disposizioni del Codice. Nel quadro dell’obbligo di pianificazione paesaggistica andranno definiti i nuovi strumenti immessi con la legge n. 56 per il governo del territorio metropolitano di cui al paragrafo sei. Sarebbe auspicabile prestare attenzione alla verifica della possibile coincidenza dei perimetri degli ambiti omogenei a differenziata qualità paesaggistica, e dei perimetri dei distretti socio sanitari. Tra le condizioni plurime per le implicazioni sulla vita vi è il rapporto tra centro e periferia, sapendo che nella città metropolitana è prevalente la condizione di periferia, sia insediativa, che dell’uomo, che potrebbero risultare convergente priorità di politiche metropolitane volte al rammendo urbano ed al restauro del paesaggio.

E’ possibile consultare e scaricare il saggio dalla sezione Proposte di Riflessione del blog

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Le Unioni di Comuni per il futuro della Grande Napoli

di Francesco Forte

E’ possibile consultare il contributo nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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E’ possibile consultare il commento del Prof Francesco Forte

nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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Contributo alle riflessioni sul Grande Progetto Centro Napoli UNESCO,
per una sua riformulazione nella programmazione 2014-2020 dei Fondi Europei
Ottobre 2014

Francesco Forte

SOMMARIO
1. Premessa: programmazione, piani, progetti, accordi.
2. Città storica, valori
2.1 Tutte le città sono storiche
2.2 Napoli: la città storica
2.3 Le azioni intraprese dall’Amministrazione comunale: accordi di gestione volti alla fruizione del patrimonio
3. I Siti ed il Sito UNESCO Napoli
3.1 Rete di siti
3.2 Il Sito Unesco Napoli: il perimetro, e la fascia cuscinetto (buffer zone), sancito nel 2010
3.3 La gestione
3.4 Connotati identitari del Sito Unesco Napoli
4. Il Grande Progetto Centro Storico di Napoli: Valorizzazione del Sito UNESCO
4.1 La specificazione programmatica iniziale redatta dal Comune di Napoli (2009) attraverso il PIU Europa
4.2 Il primo ridimensionamento
4.3 L’azione della Regione Campania: la genesi del “Grande Progetto”
4.3.1 La delibera della Giunta del Comune di Napoli n 875/2012
4.4 I valori comunicati attraverso rappresentazione cartografica
4.5 Dal Programma ai Progetti
4.5.1 I progetti di restauro di parti dei complessi monumentali : Esempi
4.5.2 Deduzioni
4.5.3 I progetti di riqualificazione di spazi urbani
5 Valori ed operatività
5.1 Esperienza ed apprendimento
5.2 Un futuro per il Grande Progetto Centro Storico di Napoli nella rete di siti UNESCO
6. Il Contesto: Cosa sta avvenendo: lo stato dell’arte nella sensibilità della nazione
6.1 Categorie che orientano le novità che hanno inciso ed incidono nella riflessione sull’urbano
6.2 La disciplina urbanistica ed edilizia e l’incentivazione finanziaria o tributaria
6.3 Gli effetti delle novità.
7 Nuove politiche che potrebbero intraprendersi nel breve e medio periodo:
7.1 Il breve e medio periodo: Il recupero dei ruderi e reperti
7.2 Il medio periodo: i contenitori monumentali privi di uso
7.3 Le infrastrutture
7.4 Altre azioni
8. Potenzialità dell’Osservatorio

Contributo_Osservatorio_centro_storico_Napoli

Le immagini consentono di comunicare l’esclusivo riferimento al centro antico del programma deliberato, caratterizzato da interventi di restauro di elementi dei complessi monumentali curati dalle Soprintendenze per importo complessivo pari a milioni di euro 70; ed interventi sulla rete stradale curati dal Comune di Napoli per importo complessivo pari a milioni di euro 30.

E’ possibile consultare e scaricare il contributo nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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COMUNE DI NAPOLI
Dipartimento Consiglio Comunale. L’Osservatorio Permanente del Centro Storico – sito UNESCO

Seconda Giornata di studi del ciclo
ANTICO/CONTEMPORANEO
ASPETTI E TEMI DI UNA FUTURA CITTÀ METROPOLITANA
Prospettive ed aspettative della programmazione 2014-2020
Grande Progetto Centro Napoli UNESCO

Napoli, Sala San Tommaso d’Aquino, Convento di San Domenico Maggiore
9 Settembre 2014, 9.30-13.30

Francesco Forte
Contributo alle riflessioni del Gruppo Tecnico di supporto all’Osservatorio

il contributo è consultabile e scaricabile nella sezione Proposte di Riflessione del blog

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S O M M A R I O
Presentazione di Luigi Fusco Girard…V
Prefazione di Pasquale Persico…VI

Introduzione…1
PARTE PRIMA: La legge 7 Aprile 2014, n. 56…4
PARTE SECONDA: La riflessione: le funzioni amministrative…29
PARTE TERZA: La territorialità …57
PARTE QUARTA: Le unioni o fusioni di comuni per il futuro della grande Napoli …101
PARTE QUINTA: I bisogni …151
PARTE SESTA: La città metropolitana nel paesaggio …173

PRESENTAZIONE
Prof. Arch. Luigi Fusco Girard
Ordinario di Economia Urbana ed Estimo nell’Università degli Studi di Napoli Federico II

Direttore del Centro di Ricerca in Urbanistica Alberto Calza Bini

Successivamente alla emanazione della legge istitutiva delle Città Metropolitane mi attendevo questo volume firmato da Francesco Forte. Per la prossimità nella lunga vicenda universitaria ho in mente le sue pubblicazioni redatte fin dagli anni settanta sul mutamento insediativo metropolitano in atto nella nazione e nel napoletano, motivatamente richiamate nell’ introduzione, in un contesto intellettuale che tendeva a negare la validità di azioni mirate a consolidare questi mutamenti nella prospettiva di un riformismo razionalizzante. Si ritrovano nel volume tre motivi ideali ad impronta storica, tipici del suo approccio all’urbanistica disvelatosi nella laboriosa attività pluridecennale ed in molteplici volumi.
Il primo concerne le responsabilità istituzionali dell’urbanistica, e si manifesta attraverso l’attenzione alle materie e funzioni amministrative, riprendendo quella preziosa elaborazione che a metà degli anni settanta ha condotto alla prima concezione organica delle responsabilità dello Stato e delle Regioni. E questa attenzione al ruolo dell’istituzione e degli istituti devesi ritenere all’origine della rilevanza che si attribuisce alle disposizioni concernenti “l’unione e fusione di comuni”, che la legge definisce con accuratezza, ma che nel volume si vogliono evidenziare dedicando la parte terza a questo specifico tema. Ritengo che la scelta si sia maturata nell’autore onde comunicarci le possibili minacce che al nuovo ente territoriale possono conseguire dall’attuale frammentazione del governo locale nell’area napoletana.
Il secondo motivo si esplicita delineando nella parte terza una interpretazione strutturale del territorio metropolitano, dedotta dalle categorie conservazione, razionalizzazione, riequilibrio attraverso sviluppo. I quadranti occidentale ed orientale costieri propongono obiettivi di valorizzazione dedotti da politiche di rigenerazione; il quadrante dei comuni a nord propone obiettivi di razionalizzazione con effetti sulla città centrale; gli obiettivi di riequilibrio si intravedono nell’attenzione alle due polarità interne della città metropolitana, il nolano ad oriente ed il giuglianese ad occidente. Su questa interpretazione di struttura si diparte la parte quarta, ove si evidenziano le principali criticità che sussistono nei quadranti, sfide future della pianificazione territoriale ed urbanistica del governo metropolitano; e la parte quinta, nella quale l’autore rammenta il pesante bisogno abitativo che si riscontra nella città metropolitana, dichiarato peraltro nei documenti predisposti dalle istituzioni territoriali.
Il terzo motivo di riflessione si ritrova nell’attenzione al paesaggio ed al patrimonio, proposta nella parte sesta. Le motivazioni di questa attenzione si ritrovano in un altro recente volume di Francesco Forte. I principi dichiarati nella “Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società“, del 2005, dovrebbero accompagnare in parallelo le attenzioni che si riversano sulle opportunità finanziarie conseguenti alla politica regionale europea, perseguendosi quella convergenza tra motivi di ispirazione del “governo del territorio” sottesa alle categorie vitruviane. E ciò tanto più in una città metropolitana già iscritta nella lista del patrimonio di interesse universale e che richiama con continuità l’attenzione del Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Un volume quindi da meditare, per i suggerimenti che nell’immediato indirizzano alla necessità di una adeguata contestualizzazione dello Statuto della Città Metropolitana; e nel tempo medio suggeriscono l’accurata disamina della necessaria innovazione nell’ispirare l’azione del governo metropolitano, che ci si augura esprima consapevolezza del profondo mutamento antropologico conseguente alla mondializzazione.

PREFAZIONE
Prof. Dott. Pasquale Persico
Ordinario di Economia Politica nell’Università degli Studi di Salerno

C’è bisogno di una riflessione collettiva sui temi della pianificazione partecipata, condivisa e interpretata per  la città possible?
L’Europa si interroga su una possibile politica economica per le città fino ad ipotizzare la ricerca di trecento  città come infrastrutture complesse dove orientare le aspettative per gli Investimenti integrati territoriali  favorendo processi di rigenerazione urbana capaci di far cambiare scala alle città di riferimento. L’area vasta della  o delle regioni ambientali di riferimento ridefiniscono i confini della città e questa diventa infrastruttura fisica, istituzionale e politica della metamorfosi del territorio acquisendo una nuova soggettività nel gioco della formazione dell’Europa federata che è e deve essere l’infrastruttura istituzionale di orientamento e di elaborazione di nuovi processi di organizzazione dei territorio nella competizione globale .
La città non presuppone l’urbanizzazione ma diventa evoluzione cognitiva dell’area vasta fino a ipotizzare la  città contemporanea come densità delle reti immateriali necessarie alla resilienza sociale , economica ed  ambientale dell’area vasta, definita questa dalla visione multi-scalare dei processi necessari al cambiamento.
Il volume di Francesco Forte ha l’ambizione dichiarata di fornire tassonomie e lemmari per una lettura comune dei grandi tema relativi alla possibile nascita ed affermazione di una nuova città ancora non nata come città a governance definita. Ecco che il richiamo alla legge 7 aprile 2014 diventa presupposto e stimolo per una riflessione lunga sui  significati delle parole e dei concetti in campo, tassonomie nuove come Sindaco e consiglio metropolitano  dovranno coniugare tassonomie inesplorate per la nuova città plurale e composita .
Ecco forse le ragioni di un libro, introdurre visioni ed analisi di decodifica dei linguaggi possibili per l’efficacia delle future conferenze metropolitane. Allora, in questa prospettiva, settori e materie di competenza devono avere un nuovo respiro culturale e la storia dei contributi significativi non è più storia a sé ma memoria e memoria da trasmettere come lemmario di riferimento. Ma prima del lemmario il sillabo di riferimento storico è la territorialità di , la regione urbana e quella ambientale come nuova geografia, riscrittura del territorio, geografia scritta e da riscrivere con strategie alternative di programmazione della territorialità possibile.
L’idea di regione si fa programma e le deduzioni diventano spazio aperto, non accademico, di riflessioni per una nuova responsabilità di tutti i cittadini che vorranno concorrere a creare la città allargata come Stato possibile che non c’è mai stato.
La perequazione urbanistica presuppone un’unione o una fusione di comuni?
Il lemmario diventa ragionamento sulla intercomunalità dei beni e delle componenti territoriale, ed il salto di  scala presuppone una mutazione delle identità percepite a vantaggio di quelle da inventare. La finanza pubblica è finanza di città? E la mondializzazione centra?

Domande importanti per introdurre i temi dell’ambito ottimale a scala variabile per una smart organizzazione (nel linguaggio europeo del momento) devono trovare riflessioni antifragili sugli impegni e le speranze possibili , fino a trovare nuove speranze per improbabili nuove velocità d’azioni innovative e mutogene.

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MAGGIO 2014

LE UNIONI E FUSIONI DI COMUNI PER IL FUTURO DELLA GRANDE
NAPOLI, ORA ENTE TERRITORIALE ATTRAVERSO LA CITTA’
METROPOLITANA

di Francesco Forte

E’ possibile consultare e scaricare la Relazione nella sezione del blog Proposte di Riflessione

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CHI SONO
Francesco Forte (Napoli, 1939), architetto, ha concluso nel novembre del 2009 l’impegno accademico strutturato, contribuendo a ulteriori impegni formativi attraverso contratti. Professore ordinario di Urbanistica nell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” del 1991, ha diretto dal 1994 al 1998 il seminario di Urbanistica “Alberto Calza Bini”. Ha promosso l’istituzione del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Urbanistica “Alberto Calza Bini” (CIRU), di cui ha assunto la direzione fino al 2004. Dal 2004 al 2009 ha diretto il Dipartimento di Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali. Ha partecipato alla fondazione del corso di laurea specialistica in “Architettura-città: valutazioni e progetto”, attivo dal 2007-2008 presso la Facoltà di Architettura di Napoli, assumendo la responsabilità didattica delle due annualità del laboratorio di Progettazione urbanistica, nonché dei corsi di Legislazione dei Beni Culturali e Diritto Urbanistico. Ha insegnato in università europee e degli Stati Uniti. Membro del collegio del dottorato in “Metodi per la valutazione integrata dei beni architettonici e ambientali”, ha contribuito allo svolgersi di molteplici tesi di dottorato, corsi di perfezionamento e master. Ha partecipato agli organi direttivi dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, di cui è socio effettivo, e partecipa tuttora al consiglio scientifico della Fondazione Astengo. E’ socio dell’Icomos Italia.
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